Agriturismo Cą Bianca con piscina e cavalli nell'Appennino Parmense

OSTIA: PORTA DELLA VALTARO

Ostia (da ostium, porta) Parmense, è già abitata  da popolazioni protoliguri  nell'età del bronzo (XVsec a.C.). Tracce di insediamenti sono state ritrovate a Gorro, Groppo del Tornatore a Roccamurata sul Taro, e sulla riva destra del torrente Cogena che, appunto ad  Ostia, si getta nel Taro.

Sono stati trovati resti di ceramiche, di ossa di cervo, di orso.

Avevano anche una funzione di controllo del territorio, stante le caratteristiche morfologiche dello stesso. Infatti anche nei secoli seguenti l'accesso alla Valtaro viene reso difficile dalla strettoia naturale di Roccamurata-Ostia.

Infatti le vie di collegamento fra la pianura padana e la Lunigiana ed il mare utilizzano o i passi ad ovest di Borgotaro quali il Borgallo, Brattello e Due Santi o la via di Monte Bardone, l'attuale Passo della Cisa.

La posizione difensiva si manifesta poi nell'alto medioevo, quando probabilmente i bizantini, per impedire la conquista della Valtaro ai Longobardi, stanziati al Castrum Nebla di Solignano,  costruiscono una fortificazione sulla sinistra del Taro a Roccamurata, a monte del Groppo del Tornatore.

Tale fortificazione faceva parte di un gruppo di “turres”, forse in parte di origine gota, che presidiavano il”limes” o confine fra Longobardi e Bizantini. La “turris” più importante era situata sui contrafforti della Val Vona, sulla sinistra del Taro, all'altezza dell'attuale Borgo val di Taro.

Conquistata dai longobardi nel 644, la Valtaro, Ostia entra a fare parte del “comitatus torresianus”, centro divisionale dell' “exercitus italicus” e poi dei beni dell'Abbazia di Bobbio, fondata nel 612 dal monaco irlandese San Colombano, a cui erano stati donate le terre appartenenti al fisco regio.

Il torrente Cogena segava la divisione fra i gastaldati di Parma e Piacenza, considerando altresì che nella vicina Baselica aveva giurisdizione la Diocesi di Luni, come a Valdena ed Albareto.

Probabilmente passava un ramo della via degli Abati che portava gli Abati di Bobbio sino a Roma, passando dal passo del  Borgallo o dalla Val Mozzola o dalla Val Vona.

La chiesa,  distrutta negli anni sessanta, era dedicata a San Michele Arcangelo, il che fa pensare che facesse parte di quell'importante itinerario che portava da Mont San Michel in Francia al gargano, dove si imbarcavano i pellegrini per la Terra Santa.

Dipendeva dalla Pieve di Berceto, pur appartenendo alla Cattedrale di Pavia, alla quale pagava le decime.

Con i Franchi entra a fare parte del Comitato di Parma e segue le vicende del Comune di Borgotaro di cui si parla per la prima volta nel Registrum Magnum del Comune di Piacenza nel 1195.

Seguono dopo i Malaspina e Piacenza, i Landi, i Fieschi, i Farnese, il Ducato di Parma e Piacenza con Maria Luigia, moglie di Napoleone.

 

Un particolare ringraziamento a SANDRO SANTINI autore del testo.


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